ATTILIO MAGUOLO E L'ARCHITETTURA VENETA NELL'ISTRO QUARNERINO

Concluso il progetto “Architettura veneta nell’istro-quarnerino: la figura e l’opera di Attilio Maguolo”

COMUNICATO FINALE 30.12.2020

Si è svolta nella sala Galleria Laurus di Laurana, col supporto di videocollegamenti, la Giornata internazionale di studio conclusiva del progetto “Architettura veneta nell’istro-quarnerino: la figura e le opere di Attilio Maguolo”. Sono stati presentati i risultati delle ricerche realizzate sulla presenza degli stilemi tipici dell’architettura veneta nel paesaggio urbano di varie località di quell’arco costiero, con un accento particolare alle opere dell’architetto e imprenditore Attilio Maguolo, nativo di Mira (VE), che visse e operò lungamente a Laurana, inizialmente come progettista e poi anche come imprenditore-costruttore, fra il XIX e il XX secolo.

A dare il benvenuto ai partecipanti è stato il sindaco del Comune di Laurana, Bojan Simonič, il quale ha ringraziato promotori e partner del progetto che, grazie al supporto finanziario della Regione Veneto e un forte impegno collaborativo, hanno reso possibile la piena attuazione dell’iniziativa. Ha auspicato il prosieguo del progetto in una seconda fase di attività ed espresso l’auspicio che le ricerche svolte diano impulso alla salvaguardia dei preziosi esempi di architettura veneta esistenti sulla costa quarnerina. Il presidente della Comunità degli Italiani di Laurana, Igor Prodan, ha osservato da parte sua che l’architettura di Maguolo ha conferito alla cittadina liburnica la sua specifica e caratteristica identità ben visibile.

Il sindaco del Comune di Mira, Marco Dori, impossibilitato a presenziare, ha espresso in un messaggio la sua gratitudine agli accademici incaricati delle attività di ricerca e ha proposto di organizzare in seguito un convegno sull’architetto Maguolo nel suo luogo natio.

Le immagini a corredo del comunicato raffigurano alcune delle splendide ville opera dell’architetto Maguolo situate nel territorio di Laurana.

Il Console generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, dopo aver condiviso la validità e l’apprezzamento per il progetto, ha parlato della cooperazione culturale tra Italia e Croazia, puntualizzando che ben 53 mila cittadini croati studiano attualmente l’italiano; questo fa sì che l’italiano sia la terza lingua più studiata in Croazia. Ha ricordato i diversi programmi organizzati dal Consolato in campo culturale negli ultimi mesi, tra cui la mostra di Alan Ford a Fiume, le celebrazioni per il centenario dalla nascita di Federico Fellini, le annuali Settimane della lingua italiana e della cucina italiana. Trattative sono in corso a livello ministeriale per il rinnovo del Protocollo esecutivo dell’Accordo bilaterale in camp culturale del 2008; la collaborazione tradizionale potrebbe estendersi a nuovi settori, quali l’architettura, l’archeologia subacquea, il restauro, anche in connesso con il fabbisogno di interventi post-terremoto a Zagabria.

Il territorio di Laurana dal Neolitico in poi

La prima relazione scientifica in seno al progetto è stata presentata dal professor Darko Darovec, che ha trattato il tema “Aspetti storici e urbanistici dell’insediamento umano nel litorale istro-quarnerino; interazioni con la cultura veneta”, illustrando la storia del territorio in cui sorge Laurana a partire dall’era del Neolitico. Ha rilevato che sui pendii del Monte Maggiore, alle spalle della spiaggia di Medea, si trovano numerose grotte che vennero utilizzate per secoli dalle tribù liburniche e che rimasero in uso fino a cent’anni fa. Prima dell’arrivo dei Romani, nella zona sorgevano numerosi castellieri: costruzioni urbane fortificate che contavano da 200 a 300 abitanti ciascuna. Come riferito dal prof. Darovec, Laurana viene nominata per la prima volta nei documenti storici nel VII secolo; in seguito viene testimoniato il suo sviluppo come centro di commercio e artigianato, soprattutto nella costruzione di navi e barche in legno.

Esiti scientifici di alto profilo

Alla presentazione del prof. Darovec ha fatto seguito l’intervento del prof. Marko Pogačnik, rappresentante dell’Università IUAV di Venezia, il quale ha espresso l’auspicio che l’importante e prezioso progetto possa proseguire e condurre a ulteriori esiti scientifici di alto valore.

“È un obiettivo estremamente importante lo scambio scientifico nel bacino Adriatico – ha dichiarato -: le relazioni al suo interno erano per secoli occasione di continuo scambio, di commerci e di momenti di migrazione pacifica tra una sponda e’altra. Il prof. Darovec ci ha proiettati in un tempo lontano che ci permette di rintracciare l’antica toponomastica e tradizioni che sono fattore di grande arricchimento culturale”, ha puntualizzato, aggiungendo che nell’’800 “ci fu la frantumazione del grande Impero asburgico, la quale provocò l’innalzarsi del primo confine importante tra l’area d’influenza ungherese, con Fiume e il suo porto, e l’area della Liburnia che era governata da Vienna”.

Il periodo aureo della Liburnia

“Intorno alla metà dell’800 da Vienna si arrivava in treno a Fiume in tredici ore. In quegli anni, grazie allo sviluppo della ferrovia, Abbazia e Laurana diventarono parte della Riviera austriaca in cui la presenza di Maguolo rappresenta una conferma del periodo aureo di questa regione” ha proseguito il prof. Pogačnik. “Questi territori diventarono accessibili e ciò favorì lo sviluppo del turismo di massa, basato sulle grandi infrastrutture che di conseguenza incentivarono lo sviluppo culturale e altri campi, come la medicina curativa”. Maguolo ebbe modo di approfittare in maniera molto intelligente di questo grande sviluppo tra la fine dell’’800 e l’inizio del ‘900 e del clima di grande apertura verso le proposte artistico-culturali d’impronta veneta malgrado che quel territorio costiero del Quarnero non fosse appartenuto ai dominî della Serenissima.

Elementi del gotico veneziano

Ha fatto seguito la relazione del prof. Salvator Žitko, presidente della Società storica del Litorale – Capodistria, che ha parlato de “L’impronta della venezianità nell’edilizia quarnerina: la figura e le opere dell’architetto Attilio Maguolo”, illustrando in maniera dettagliata e approfondita le correnti stilistiche che si riscontrano nell’architettura lauranese. Lo studioso ha spiegato come, a cavallo tra il XIX e il XX secolo, le ville lungo la costa croata venissero progettate facendo uso di elementi del gotico veneziano, ma anche dello storicismo, della secessione, del rinascimento e del modernismo. “Uno dei primi architetti che urbanizzò Laurana e Abbazia fu il boemo Carl Seidl, il quale introdusse nella sua architettura elementi della secessione viennese – ha spiegato Žitko -. “Laurana si differenzia da Abbazia per aver conservato la sua città vecchia, in quanto le ville venivano costruite fuori dal nucleo antico.

Attilio Maguolo concepì le sue ville con elementi del gotico veneziano e in questo contesto l’elemento più importante sono le finestre. L’architetto miranese trascorse gli anni più fecondi della sua vita a Laurana e in quell’arco di tempo progettò più di 180 palazzine e ville familiari. Le decorazioni di stampo gotico non hanno potuto celare l’impianto rinascimentale degli edifici, tuttavia sono un elemento caratteristico dell’architettura di Laurana”.

Le ville della Riviera del Brenta

La ricercatrice all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Lia De Luca, ha presentato quindi la sua relazione su “Architettura veneta in Riviera del Brenta: la villa. Esperienze urbanistiche a confronto”, illustrando tre esempi di ville situate in Riviera del Brenta che, grazie a forme di convergente intervento dello Stato e di capitale privato, sono state salvate dalla rovina e poste in grado di funzionare come musei o come strutture ricettive. Villa Pisani a Stra, costruita tra il 1720 e il 1740, nel XIX secolo attraversò un periodo di declino, ma nel XX è divenuta bene statale e ora ospita un museo. Villa Foscari, La Malcontenta, era una residenza privata costruita da Palladio nel 1559 ed è stata sottoposta a restauro nel 1974 dal prof. Antonio Foscari a sue spese; anch’essa è ora un museo. Terzo esempio, la Villa Ducale a Dolo: costruita nel XIX secolo, oggi ospita un lussuoso albergo.

A chiudere il convegno è stato Riccardo Marussi, operatore culturale di Laurana, il quale ha affermato che le ville di Maguolo potrebbero diventare un incentivo alle visite turistiche e ha espresso perciò l’auspicio che il progetto dia vita a nuovi sviluppi positivi, una volta rientrata la pandemia. Lo scambio di esperienze e buone pratiche in materia di restauro e di conservazione di questo patrimonio, sia dal punto di vista tecnico che finanziario, potrà stimolare la pianificazione di interventi coordinati, con effetti benefici non solo per la conservazione delle bellezze artistiche ma anche per le ricadute economico-occupazionali e sociali che ne possono derivare alla comunità.

In veste di moderatore è intervenuto Ivo Mileusnić, direttore del Museo di Marineria e Storia del Litorale croato. Il curatore del progetto, Franco Rota, ha presentato i contenuti del sito dedicato www.attiliomaguolo.com, utilizzato immediatamente per ospitare atti del convegno, esiti delle ricerche e documenti inediti tratti dagli archivi privati indagati nel corso della ricerca e da antiche monografie. La galleria delle immagini realizzate dal fotografo Goran Pleić offre una panoramica delle splendide opere architettoniche di Attilio Maguolo tuttora presenti nel territorio lauranese.

A cura del Comune di Laurana sarà apposta, infine, una targa celebrativa permanente sulla facciata della dimora storica ove l’architetto Maguolo abitò durante molti anni della sua vita.